Serena doveva lavorare. Voleva dimostrare a tutti quanto era brava. Era dimessa con gli arroganti e gentile con i maleducati. Si vestiva di grigio. Pensava e ammutoliva in grigio.
Attraente lei? No, meglio la macchina del caffè!
Ma un giorno riceve una mail di complimenti e finalmente segna un punto contro la macchina del caffè. Almeno su di lei un punto lo aveva guadagnato! Forse è più privata la chat, si dice. Comincia e finisce una storia di chat. Il classico gioco del gatto e del topo.
Sei mesi dopo stessa storia. Persona diversa. Una persona strana che le aveva raggelato il sangue quando parlando non riusciva ad aprire la bocca ma strisciava la mandibola a malapena. Eppure due persone con gli stessi argomenti, anzi con lo stesso argomento.
Da quel momento Serena si sente sbagliata. E preferisce perdere anche con la macchina del caffè. Vuole tornare all'esterno del vetro dell'acquario e guardare i pesci nuotare tutti nella stessa direzione aspettando l'ora del mangime. Quello che poteva essere bello e farla sentire bella, ricopre tutto di marcescenze e le mette in testa il tarlo del complotto contro di lei. Chissà che cosa ci sarà di divertente poi a tramare alle spalle degli altri? Si chiede lei. Ma ha deciso: uscirà dall'acquario, darà qualche briciola colorata ai pesci più ingordi e saluterà tutti. Il più presto possibile.
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